L’Odissea di Berri: da interprete per l’esercito inglese a immigrato clandestino

Torre di Babel

Il detto “Traduttore traditore” spesso va oltre la semplice diffidenza verso chi mette al servizio dello “straniero” le sue competenze, fino a sfociare in una violenza sordida troppe volte silenziosa e quindi negletta.

Il caso di Baryalai Shams, meglio conosciuto come “Barri”, raccontato dalla BBC, dimostra quanto, ancora oggi in certe regioni del mondo, il lavoro di traduttore e di interprete sia associato a una forma di tradimento verso la patria, e pertanto ragione di vili rappresaglie. 

Al servizio dell’esercito britannico per 8 mesi fra il 2008 e il 2009, Berri ha cominciato a subire delle minacce da parte dei talebani, che vedevano nel suo lavoro una sottomissione all’infedele.

Berri ha quindi lasciato il posto di interprete, nonostante gli innegabili vantaggi (1800 dollari al mese), per quieto vivere. Ma non è bastato. Per rispondere alle continue accuse di collaborazionismo del figlio, il padre di Berri lo ha difeso…

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